mercoledì 20 marzo 2013

Vecchi e malaticci


Quando entri negli "anta", il tempo accelera e le giornate, le settimane ed i mesi passano inesorabilmente.

Se hai la fortuna di avere dei figli ti rendi conto di come il tempo passi guardandoli crescere : i primi passi, i dentini, l'asilo, la scuola .....

Bisogna rendersi conto che la nostra società invecchiando inesorabilmente e, tra pochi anni, ci saranno più vecchi che bambini.

Questo è un processo irreversibile ed è anche frutto dello sviluppo tecnologico, della medicina e della farmacologia che ci permette di mantenerci in salute più a lungo.

Se ciò era vero fino a qualche anno fa solo per i paesi occidentali adesso la distribuzione della "vecchiaia" è uniforme in quasi tutto il globo.



Fino a qualche anno fa in Cina, ad esempio, era permesso avere solo un figlio per arginare la crescita demografica incontrollata; oggi invece il limite è stato rimosso perché le ultime statistiche del National Committee on Aging prevede che il numero di Cinesi con un età superiore a 60 anni crescerà fino a raggiungere i 487 milioni nel 2053. 

Nel 2011 erano "solo" 185 milioni. 

Giusto per fare un paragone la popolazione complessiva degli USA (tutte le età) raggiungerà il numero ragguardevole di 406 milioni nello stesso anno. Oggi sono circa 319 milioni.

Sostanzialmente nel 2053 il numero di "vecchi" Cinesi sarà pari al totale della popolazione degli USA, e in Europa ?

I dati ci dicono che già oggi siamo messi maluccio, nell'Eurozona a fronte di 402 milioni di cittadini il 17,4% ha superato i 65 anni di età e solo il 15,7% è al di sotto del 15 anni di età.

Se lasciamo invariati i tassi di natalità, stiamo disegnando un pianeta dove la popolazione sarà composta almeno da 2/3 di vecchi, magari arzilli, ma sempre vecchi.

In un paese come la Cina, che oggi ha solo il 9,6% della popolazione con età superiore a 65 anni, si stanno già ponendo degli interrogativi sul sostentamento degli anziani da parte dei giovani e stanno rendendo legge un disegno che prevede, da parte dei figli, l'obbligatorietà del sostentamento degli anziani che già oggi, stando a quanto ha pubblicato Yuan Xin direttore del Nankai University’s Aging Development Strategy Research Center in Tianjin, soffrono di abbandono e indigenza economica.

"Con una popolazione di oltre 1,3 miliardi di persone, il problema dell'invecchiamento della popolazione Cinese è ad un livello difficilmente comparabile con altre realtà nel mondo", ha dichiarato alla stampa Yuan Xin.

Per questo motivo le autorità Cinesi devono obbligare i figli a farsi carico dei padri per far in modo che il loro sostentamento non cada sulla collettività.

Esattamente dalla parte opposta del mondo gli Americani si sono resi conto che, con molta probabilità, non avranno di che sopravvivere durante la loro pensione.

Il modello di accantonamento previsto negli USA è infatti quasi completamente basato su forme di previdenza complementare ma, nonostante ciò, non sarà abbastanza per garantire loro una vecchiaia "serena".

Il 75% dei lavoratori Americani ha infatto accantonato solo 25.000 USD, escludendo il valore delle loro case, ed inoltre sono stati pochi coloro che hanno visto crescere i loro risparmi dal 2008 in poi a causa della crisi finanziaria. 

Oltre il 28% degli Americani non ritiene che i propri risparmi saranno sufficienti per la propria pensione (fonte WSJ).

Sono due facce della stessa medaglia, l'invecchiamento costante della popolazione globale.

Il paese più vecchio del globo è il Giappone, con oltre il 25% della popolazione sopra i 65 anni può essere considerato un valido anticipatore di ciò che avverrà in futuro nel resto del globo.

Il Giappone ha, nel corso degli ultimi decenni, intrapreso un percorso di "decrescita" dovuto alla fisiologica riduzione dei consumi che, molto probabilmente, sta indicando ciò che avverrà in futuro anche da noi.

Purtroppo è un dato di fatto, quando la popolazione invecchia consuma meno e, quando si consuma meno, l'economia stagna. Non è un caso se, per il Giappone, si parla di decennio perduto.

Cosa dobbiamo aspettarci ?

Per quanto riguarda le economie occidentali una ulteriore riduzione dei consumi, da una parte perchè la popolazione invecchia, dall'altra perchè già oggi è chiaro che per poter arrivare ad un pensione "onorevole" è necessario accantonare oggi (chi riesce) per il domani.

In Cina probabilmente il Governo tenterà di pilotare l'economia su un binario doppio, da una parte cercherà di gestire in modo omogeneo la trasformazione da società rurale a società totalmente industrializzata (la gran parte del paese infatti è ancora basata su un'economia contadina) incentivando l'aumento di consumi interni per garantire comunque la crescita, dall'altra parte cercherà di invogliare i Cinesi a creare dei piani di accumulo per garantire a loro stessi ed ai loro cari una vecchiaia serena.

Chi invece potrà rimandare ancora di qualche anno il problema sono quelle nazioni ancora "giovani" : India, Filippine, Indonesia, Messico, Brasile e Africa. 

Loro, per il momento, possono ancora pensare alla crescita.






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