mercoledì 21 dicembre 2011

Il ritorno del Carry Trade

In ambito finanziario il carry trade è quella pratica speculativa che consiste nel prendere a prestito del denaro a un tasso di interesse basso per investirlo in strumenti finanziari con un rendimento maggiore in modo sia da ripagare il debito contratto presso il prestatore che da ottenere un guadagno dato dal differenziale dei tassi di interesse.

Operazioni di questo tipo si sono effettuate nei primi anni 2000 prendendo a prestito denaro presso la banca Giapponese che prestava soldi ad un tasso dello 0,25%, con un tasso di cambio dollaro/yen stabile, e investendolo in obbligazioni o altri strumenti finanziari che garantivano rendimenti ben più cospicui di un misero 0,25%.

L'operazione permetteva pertanto un guadagno certo senza "quasi" nessun rischio.

Con l'annuncio da parte della Banca Centrale Europea di voler istituire un meccanismo di aste di liquidità pressochè illimitate, si parla di circa 500 miliardi di Euro, riparte di fatto la pratica del Carry Trade in salsa nostrana.

Oggi la BCE aprirà ufficialmente i rubinetti e tutte le banche europee potranno attingere liquidità a fronte di garanzie messe a deposito presso la stessa Banca Centrale. Rispetto a qualche tempo fa inoltre la Banca Centrale è meno "sofisticata" potrà infatti accettare come collaterale una moltitudine di titoli, dai governativi alle obbligazioni bancarie agli ABS (titoli garantiti da mutui) e le banche potranno attingere a questa risorsa "illimitata" ad un tasso dell'1% a 36 mesi.

E' una operazione analoga a quella messa in atto da parte della FED Americana per inondare il mercato di liquidità a basso costo per evitare il Credit Crunch che portò, nel periodo successivo al fallimento Lehman, lo spread sui tassi del mercato interbancario del denaro a quasi il 5% creando di fatto un blocco totale dei prestiti.

Ora analizzata in maniera asettica questa notizia è una buona notizia.

La BCE sta cercando di immettere liquidità nel sistema bancario per incentivare l'economia e permettere al sistema bancario europeo di fare il suo lavoro cioè di sostenere l'economia che, mai come in questa fase, ha bisogno di un supporto stabile e duraturo.

Ma sarà proprio così ? Ho qualche perplessità e voglio spiegarvi perché.

Tutte le banche europee soffrono di diversi problemi che sono strettamente correlati tra di loro :

- hanno problemi di funding, ovvero fanno difficoltà a reperire denaro fresco a basso costo, il costo della "raccolta" è aumentato nell'ultimo periodo e sono sempre di più le banche che sono disposte a pagare fior di interessi alla clientela per tenere la liquidità sui conti correnti;

- hanno problemi di redditività, sono finiti i tempi in cui la speculazione finanziaria riusciva a garantire risultati soddisfacenti per gli azionisti, in particolare le fondazioni bancarie, oggi i Consigli di Amministrazioni delle banche si trovano costretti a ridurre i dividendi pur di salvaguardare il capitale;

- hanno patrimoni in sofferenza, partecipazioni - obbligazioni governative - titoli azionari hanno tutti ridotto il loro valore nel corso dell'ultimo anno;

- sono obbligate dagli organismi di vigilanza ad accrescere il proprio patrimonio per far fronte ad eventuali perdite future, la nuove regole imposte dalle Autority che impongono di arrivare al 9% del Core Tier 1 entro il prossimo Giugno non agevolano sicuramente;

- sono divenute restie nell'impiegare il denaro, è un dato di fatto che ottenere un mutuo - prestito - leasing da qualsiasi istituto bancario sia diventato molto più difficile che in passato perché le banche non si fidano dei propri clienti e, dato il numero di pratiche passate ad "incaglio" o a "sofferenza", preferiscano impiegare il denaro in altro modo.

Questa situazione è oggettivamente esplosiva.

Le banche non fanno più il loro mestiere, guadagnano di meno rispetto al passato e devono trovare capitale fresco per sopperire alle richieste degli organismi di vigilanza, in un periodo in cui nessuno vuole più sottoscrivere aumenti di capitale perché sono ormai considerati "perdita certa".

Ecco che la BCE viene in aiuto e, nelle intenzioni, potrebbe effettivamente risolvere almeno in parte questo "cortocircuito" immettendo liquidità a basso costo che, in teoria, dovrebbe servire a far ripartire l'erogazione di fondi alle imprese e ai privati per far ripartire l'economia reale.

"A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina" diceva Andreotti, e anch'io la penso così.

Se le banche sono restie ad impiegare denaro non è con una nuova immissione di liquidità che si risolve il problema, lo sono perché sanno per certo che molti dei prestiti che hanno erogato sono ormai divenuti inesigibili, la morsa della crisi ha strozzato le imprese e i privati e molti non sono in grado di onorare gli impegni.

A rendimenti dei titoli Italiani e Spagnoli vicini al 7% secondo voi come impiegheranno il denaro della BCE le banche nostrane ?

Comprando titoli di stato.

Se fossi un banchiere lo farei anch'io, perché non dovrei farlo. Prendo a prestito il denaro dalla BCE all'1%, dando come collaterale un po' di titoli che ho in portafoglio e che non posso vendere perché mi darebbero una "loss" secca di almeno il 20%, e lo investo in titoli di stato al 7%. Un bel 6% di profit senza fare nulla con l'assenso silenzioso del governatore della BCE e dei banchieri centrali di tutta l'eurozona.

Magari con questi acquisti aiuto anche a ridurre lo spread con i titoli tedeschi e sono tutti contenti con buona pace per i piccoli imprenditori nostrani che continuerebbero a non vedere una "lira" di tutta questa liquidità.

Se fossimo in ambito informatico questo si chiamerebbe "loop ricorsivo".

Ma non è proprio l'esposizione ai bond governativi del PIIGS (Portogallo,Irlanda,Italia,Grecia e Spagna) ad aver provocato l'abbassamento del rating delle banche europee ?

Cosa succederebbe allora se l'esposizione ai titoli governativi aumentasse del 20%-50%-75%, come cambierebbe la redditività delle principali banche europee ?

Morgan Stanley ha fatto una simulazione, ha preso le principali banche Italiane, Francesi e Spagnoli e ha determinato che l'utile delle banche potrebbe aumentare anche del 50% con aumenti del portafoglio bond del 50% e un differenziale di tassi del 4% (differenziale tra il rendimento del titolo di stato e del prestito BCE all'1%). Una vera manna dal cielo per gli azionisti.

Peccato che se andasse in questo modo, e io spero ardentemente di no, l'economia reale resterebbe ancora una volta tagliata fuori da questa operazione e al primo nuovo shock di mercato le banche sarebbe ancora più esposte di quanto non lo sono oggi.

La BCE diventerà la vera "Bad bank".

Il Palmizio.

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