venerdì 30 dicembre 2011

From bubble to bubble


Un frattale è un oggetto geometrico che si ripete nella sua struttura allo stesso modo su scale diverse, dall'infinitamente grande all'infinitamente piccolo. Il termine "frattale" è stato coniato da Benoit Mandelbrot nel libro Les Objects Fractals: Forme, Hazard et Dimension pubblicato nel 1975 per descrivere alcuni comportamenti matematici che sembrano avere comportamenti "caotici".

La natura ci ha regalato molti esempi di forme molto simili ai frattali, si pensi ad esempio ad un albero dove ogni ramo è approssimativamente simile all'intero albero e ogni rametto è a sua volta simile al proprio ramo, ad una montagna, un fiocco di neve, ad una conchiglia, un ramo di corallo oppure ad una nuvola mentre nel corpo umano la distribuzione dei neuroni all'interno del cervello sembrerebbe rispecchiare questa caratteristica.

Sono tutti chiari esempi di questa caratteristica chiamata frequentemente auto similarità.

In economia esempi di frattali sono riconoscibili nell'andamento di titoli, obbligazioni, indici e valute analizzando un grafico a più scale temporali. Zoomando avanti e indietro durante la visualizzazione del grafico è spesso distinguibile uno stesso "pattern" sia che si analizzi il grafico a 1 minuto, a 5 minuti, ad 1 ora o un giorno.

Sono molti coloro che nello scorso secolo si sono appassionati a questa teoria e hanno cercato delle similarità nei comportamenti anche in altre discipline oltre a quella economica dove, specialmente negli ultimi anni, è divenuto ormai chiaro che non c'è più nulla di certo e, trattandosi di un sistema dinamico, la teoria che descrive meglio il comportamento dei mercati è quella sul caos :

- sono sensibili alle condizioni iniziali, ad infinitesime variazioni delle condizioni di contorno (genericamente input) corrispondono variazioni finite in uscita
- sono imprevedibili, non se ne può prevedere in anticipo l'andamento come ben ha descritto Nassim Taleb nel suo libro "The Black Swan".

Si può solo tentare di stabilire la probabilità che un dato evento accada in base alle serie storiche in nostro possesso.

Fatto il dovuto preambolo possiamo ben affermare che negli ultimi dieci anni abbiamo assistito ad una serie "importante" di eventi inaspettati ovvero "con scarsa probabilità di accadimento".

70 anni di relativa stabilità dalla Grande Depressione del 1929 ci avevano convinti che nuove crisi sistemiche di quella stessa ampiezza non avrebbero potuto verificarsi nuovamente e, oltretutto, i mezzi in nostro possesso per anticipare e risolvere crisi di tale entità erano stati affinati nel tempo. Si pensi ad esempio agli interventi effettuati dalle Banche Centrali per immettere liquidità nel sistema, ovvero alle politiche particolarmente espansive sul costo del denaro, non hanno finora permesso ne di evitare nuovi eventi catastrofici ne di risolverli in breve tempo.

Nulla nella teoria finanziaria "neoclassica" ci permette di spiegare queste crisi "persistenti".

Gli economisti più affermati, da Adam Smith in poi, hanno descritto l'economia come un sistema bilanciato in equilibrio dove ogni eventuale variazione momentanea del suo corso, "stress", viene identificata come anomalia e viene immediatamente assorbita dal sistema senza causare danni.

Negli ultimi anni non è andata proprio in questo modo.


A partire dalla fine degli anni '90 abbiamo assistito alla crisi della New Economy, al crollo dei mercati Azionari, allo "sboom" dei titoli delle società legate al fotovoltaico, alla bolla del Petrolio e delle Commodities, al crollo del Real Estate e dei mutui SubPrime, al crollo del debito pubblico Europeo, alla crisi dell'Euro e sicuramente siamo prossimi ad altri crolli sistemici.

Ma se allarghiamo lo zoom temporale con il quale stiamo visualizzando questi eventi, forse ci rendiamo conto che non sono così "casuali".

Oggi non abbiamo ancora nessuna teoria economica che possa spiegarci come mai assistiamo in un così breve lasso di tempo ad una serie così preponderante di eventi catastrofici ed inoltre una teoria che ci permetta di attivare un sistema di protezioni efficace e funzionale in un sistema divenuto ormai "instabile".

Alcuni teorici hanno avanzato l'ipotesi che esistono delle similarità tra gli eventi naturali e l'economia; addirittura Fusakichi Omori sismologo Giapponese ha avanzato l'ipotesi che i movimenti di mercato assomiglino ai movimenti tellurici post-terremoto dove la crosta terrestre si muove a seguito delle forze che hanno generato il terremoto stesso e che, nel tempo, ritorna allo stato di calma iniziale.

A mio avviso c'è una forza predominante che ha caratterizzato in questi ultimi anni l'andamento dei mercati ed è : la liquidità.

La ricerca spasmodica di rendimenti e l'accesso alla liquidità a costo contenuto ha caratterizzato questo ultimo decennio e ancora oggi è la liquidità la ricetta che le istituzioni preposte alla salvaguardia del sistema stanno utilizzando come medicina.

Ma torniamo per un momento alla teoria del caos, se nel sistema instabile modifico le condizioni iniziali (input) attraverso la leva della liquidità, non posso a priori prevedere il risultato della mia azione posso solo, sicuramente, modificare e/o amplificare il comportamento stesso del sistema.

E' notizia di ieri che il bilancio della Banca Centrale Europea ha raggiunto la cifra ragguardevole di 2730 miliardi di Euro di prestiti erogati alle banche dall'inizio della crisi.

Liquidità che fino ad oggi non ha sortito gli effetti desiderati e che sta solo contribuendo a modificare solo apparentemente l'andamento del nostro sistema caotico.

Come nel caso del gatto di Arnold dopo un numero finito di passi il sistema ritornerà nel suo stato originale e procederà speditamente seguendo la sua traiettoria nel tempo, a noi sconosciuta.

Diffidate da chi dichiara di sapere cosa sta accadendo.

Buon Anno a tutti.

Il Palmizio.

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