mercoledì 3 dicembre 2008

La Grande Depressione 2 - Parte III

Il giorno 1 Dicembre 2008, proprio quando gli economisti del NBER confermavano la recessione negli USA, il governatore della FED Ben Bernanke stava tenendo una conferenza ad Austin dove asseriva, quale esperto della Grande Depressione del 1929 che, non c'è alcun possibile paragone tra quella crisi e questa attuale :

«si fanno tante inutili discussioni ma, lasciatemi dire ..., come studioso della Grande Depressione -- e Io ho scritto libri sulla Depressione e ne sono sempre stato molto interessato fin da quando ero studente -- posso dire che non c'è paragone, siamo di fronte ad eventi che hanno un ordine di grandezza di differenza. Durante gli anni 30 ci fu una depressione che durò per oltre 12 anni e terminò con una Guerra Mondiale, fallirono un terzo delle banche e la borsa crollò di oltre il 90%.»

Vorrei dirgli che ce lo auguriamo tutti ma le informazioni che riceviamo non sono confortanti.

Innanzitutto l'indice che rappresenta l'attività delle aziende non manifatturiere, cioè di servizi, è letteralmente crollato nel mese di Novembre e ha toccato un livello che non si è mai visto. Contestualmente il dato relativo agli annunci di tagli di posti di lavoro ha raggiunto un livello che non si vedeva dal 2001, dopo l'11 Settembre. Sempre relativo al mese di Novembre il dato sui nuovi disoccupati ha toccato un livello che non si vedeva dal 2001.


La differenza con il 2001 è che in quel periodo l'attività produttiva era decisamente più elevata e ha permesso una ripresa dell'occupazione in tempi relativamente brevi.

Ho trovato inoltre molto interessante questo sito snopes.com dove si rumoreggia delle seguenti chiusure di esercizi commerciali, molti dei quali appartenenti a grandi catene di distribuzione :

-Circuit City stores... filed Chapter 11
-Ann Taylor- 117 stores nationwide are to be shuttered

-Lane Bryant, Fashion Bug, and Catherine's to close 150 store nationwide
-Eddie Bauer to close stores 27 stores and more after January
-Cache will close all stores

-Talbots closing down all stores
-J. Jill closing all stores
-GAP closing 85 stores

-Footlocker closing 140 stores more to close after January
-Wickes Furniture closing down

-Levitz closing down remaining stores
-Bombay closing remaining stores

-Zal
es closing down 82 stores and 105 after January.
-Whitehall closing all stores

-Piercing Pagoda closing all stores

-Disney closing 98 stores and will close more after January.
-Home Depot closing 15 stores 1 in NJ ( New Brunswick )
-Macys to close 9 stores after January

-Linens and Things closing all stores
-Movie Galley closing all stores
-Pacific Sunware closing stores
-Pep Boys Closing 33 stores
-Sprint/Nextel closing 133 stores

-JC Penney closing a number of stores after January
-Ethan Allen closing down 12 stores.

-Wilson Leather closing down all stores
-Sharper Image closing down
all stores
-K B Toys closing 356 stores

-Lowes to close down some stores
-Dillard's to close some stores.

Se questa informazione corrisponde a verità, a partire da Gennaio 2009, vedremo un continuo deterioramento dell'economia USA e, di conseguenza, di quella Europea perchè, non dimentichiamoci, quando si chiudono degli esercizi commerciali si crea anche nuova disoccupazione.

Ci sono novità anche sul fronte dell'industria automobilistica. I tre grandi "automaker", GM-Ford-Chrysler, hanno bussato nuovamente alla porta del congresso e, questa volta, sono stati fatti accomodare nei salotti buoni delle lobby d'oltreoceano.

La richiesta è precisa, circa 30 miliardi di dollari per poter sopravvivere e traghettare l'industria in una nuova era fatta di piccole auto a basso consumo. A questa richiesta anche il Presidente Obama si è detto scettico che un eventuale "bailout" possa realmente servire a risollevare le sorti del comparto.

Contestualmente è uscito, ahinoi, il dato sulle immatricolazioni di nuove autovetture che, se guardate il grafico, parla da se (la linea bianca rappresenta le immatricolazioni, le altre due colorate le quotazioni di borsa di Ford e General Motors).


Con un mercato in queste condizioni c'è seriamente da chiedersi come riuscire a salvarle da un possibile fallimento. C'è un altro aspetto da tenere in considerazione, l'attuale capitalizzazione di Ford e GM sommate assieme supera di poco i 9 miliardi di dollari. Mi chiedo seriamente come si possa chiedere oltre 3 volte il loro valore, come aiuti statali al contribuente Americano; costerebbe di meno nazionalizzarle.

I consumi.

Il consumo personale negli USA è crescito ininterrottamente dal 1991 e raggiungerà i 10 trilioni di dollari di spesa nel 2009; a partire dal 2005 i consumatori Americani hanno risparmiato mediamente solo lo 0,5% di ciò che guadagnavano. Questa propensione alla spesa potrebbe cambiare, se al posto di risparmiare solo lo 0,5% riuscissero ad accantonare il 5% del loro reddito i consumi si ridurrebbero di oltre 500 miliardi di dollari pari a circa un ottavo dell'economia Cinese e circa 5 volte l'attuale programma di stimolo ai consumi previsto dal piano Paulson.

Quasi tutta la produzione di prodotti venduti in America viene dall'Asia e la crisi si trasferirebbe con una violenza incredibile su quei mercati innescando un nuovo tracollo finanziario.

Come rilanciare i consumi per far ripartire la crescita ?

Chi è stato attento avrà già capito. Bernanke lo ha in parte svelato, ha infatti anticipato che ancorchè i tassi arrivassero allo 0%, si riserva di lanciare un programma di sostegno alle quotazioni dei T-Bond per sostenere il corso di mercato in caso di crollo delle quotazioni. Perchè ?

Nel post "Il momento della questua", avevo detto :

«negli ultimi giorni il contratto CDS, Credit Default Swap, sui titoli Americani, T-Bond, è cresciuto a livelli mai visti in passato, ciò significa che c'è già qualcuno che si sta proteggendo da un eventuale fallimento del Tesoro USA ...........»

La FED sta seriamente pensando di stampare "carta moneta" e riportare il denaro in circolazione (vedi misura M3) a livelli tali da innescare il processo di "reflazione" e parallelamente stimolare i consumi.

Questo tentativo disperato potrebbe però provocare delle reazioni a catena difficilmente controllabili, tra le quali un possibile crollo del "sistema" dollaro.

Un crollo del dollaro porterebbe ad un probabile tracollo delle quotazioni dei T-Bond e di conseguenza un rialzo tecnico dei tassi a breve con conseguenze disastrose anche perchè mi chiedo che fine faranno quei 600 miliardi di dollari di obbligazioni in mano ai Cinesi.

Questo è il motivo per il quale la FED sta diligentemente preparando una rete di sicurezza.

Rete di sicurezza che potrebbe rivelarsi insufficiente se, al crollo del dollaro, e al rialzo dei tassi si aggiungesse il quasi scontato rialzo delle materie prime.

Fine della terza parte.

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