lunedì 22 dicembre 2008

Economia emozionale

Molti sono indotti a pensare che l'economia sia una scienza esatta, una materia da trattare con formule matematiche, regole precise, angoli, rette e proiezioni.

Tutto ciò non solo è fortemente sbagliato ma è totalmente fuorviante per comprendere gli scenari nel quale tutti noi ci troviamo a vivere ed agire quotidianamente.

L'economia piuttosto è la scienza che analizza il risultato delle azioni collettive promosse e guidate dall'emozione.

Sempre più spesso infatti parliamo di "fiducia" e di "clima", di "aspettative" e di "sentimento".

Le emozioni sono alla base di ogni nostra azione quotidiana; quando ci alziamo dal letto è l'emozione che ci porta a baciare la nostra compagna, i nostri figli o i nostri genitori, a rinnovare loro l'affetto e l'amore che proviamo per loro; ci emozioniamo quando incontriamo una persona cara, quando riceviamo un complimento inaspettato o una promozione, quando siamo rimproverati o quando abbiamo il timore che qualcosa non stia andando per il verso giusto.

Fra le emozioni che guidano le nostre scelte "economiche" possiamo identificare sostanzialmente due gruppi distinti :

- gioia, attesa, accettazione, allegria, speranza
sono le emozioni che chiameremo positive

- rabbia, paura, tristezza, disgusto, ansia, vergogna, rassegnazione, delusione
sono le emozioni che chiameremo negative.

Le emozioni positive ci spingono ad osare, tentare nuove attività imprenditoriali, sviluppare nuove idee, ideare nuovi prodotti ovvero ci spingono a consumare mentre le seconde, le emozioni negative, sono alla base delle crisi economiche che si sono succedute nella storia.

I due gruppi combattono tra di loro in una lotta senza fine e talvolta predominano i primi, talvolta i secondi, segnando l'alternanza tra periodi di crescita e decrescita economica che può assumere i tratti di un "rallentamento", una "stagnazione", una "recessione" o una vera e propria "depressione".

Nell'ultimo anno abbiamo cercato di capire quale fosse stata la causa scatenante di questa crisi e sull'argomento si sono versati fiumi di parole ma nessuno ha mai trovato il vero "paziente zero", ciò che ha infettato il sistema con il virus dell'instabilità, ciò che ha provocato il crollo del "castello di carta".

Il vero colpevole è "l'eccesso di fiducia".

Analizziamo i fatti.

Nel 1998 l'allora amministrazione Clinton lancia un piano per l'edilizia popolare chiamato "low income housing tax credit" , ne abbiamo già parlato nel post Deflazione o Inflazione, al quale ne viene affiancato un programma per l'accesso ai crediti ipotecari, Community Development Financial Institutions Fund, che segna l'inizio della grande abbuffata immobiliare negli USA.

A partire da quella data la casa diventa non più un "bene primario" ma uno strumento finanziario sul quale costruire la fortuna, o sfortuna, di milioni di individui.

Un fenomeno strano che si verificò proprio a partire dalla fine degli anni '90 è l'aumento indiscriminato di agenti e agenzie immobiliari a discapito del numero di individui impiegati nell'industria manifatturiera.

Già nel 2005 la società Pimco nel suo usuale Monthly Outlook del Settembre 2005 metteva in guardia dalla crescita costante del mercato immobiliare finanziato da mutui a basso costo, ma dal rischio incontrollato, e soprattutto dal numero crescente di agenti immobiliari che aprivano sul territorio e si domandava : «ma avremo veramente bisogno di tutti questi real-estate brokers ?»

Un chiaro esempio di eccesso di fiducia; la speranza che i prezzi delle case fossero in aumento costante ha alimentato la voglia di cambiare casa indebitandosi perchè c'era la convinzione di comprare un bene che avrebbe continuato ad aumentare il proprio valore nel tempo.

Alla base di una economia c'è comunque il settore manifatturiero che supporta tutto, non puoi avere un settore manifatturiero in declino ed avere i consumi in crescita, in particolare se sono supportati dal debito, o almeno non è pensabile che una situazione di questo tipo si protragga nel tempo, nel caso del real estate negli USA è durato 10 anni.

Un'altra anomalia della crescita immobiliare negli USA è stato il modo in cui è stata finanziata, attraverso l'utilizzo di strumenti strutturati quali gli ABS o Asset Backed Securities che venivano poi ceduti sul mercato e sono finiti nei portafogli di ignari investitori in tutto il mondo.

Anche qui un segno tangibile di eccesso di fiducia.

Per non parlare della convinzione che il mercato azionario avrebbe continuato nel tempo il proprio inesorabile cammino; su questa convinzione gli Americani hanno costruito i loro piani pensionistici, i 401k, che sono la spina dorsale del sistema pensionistico Statunitense. Inutile dirVi che molti cittadini Americani sono nella condizione di dover procrastinare la data del proprio "ritiro" lavorativo perché il proprio piano pensionistico è crollato del 50%.

Negli ultimi giorni poi con il caso Madoff è stata definitivamente minata, se ce ne fosse ancora bisogno, la fiducia sui fondi di investimento e sugli hedge-fund. La truffa, pare orchestrata già dagli inizi degli anni '70, ha coinvolto nomi noti e non per un totale di oltre 50 miliardi di dollari. Anche diverse banche Italiane si sono ritrovate coinvolte e molti nomi famosi di personaggi altolocati.

Mi sembra di averVi dato un quadro abbastanza chiaro dell'ambito nel quale ci stiamo orientando, è chiaramente un momento storico dove il secondo gruppo di emozioni ha il sopravvento sul primo.

Questa situazione ha un effetto devastante sull'economia reale, perdita di posti di lavoro, riduzione degli ordini all'industria, riduzione dei consumi che, a loro volta, hanno una influenza negativa sulle nostre emozioni. Sembra essere una spirale senza fine, l'economia va male, abbiamo paura di perdere il nostro posto di lavoro e, di conseguenza, nell'incertezza riduciamo i consumi.

La domanda più consueta in questi ultimi giorni è : «abbiamo toccato il fondo ?»

Storicamente il prezzo delle case è sempre stato anticiclico rispetto ai corsi di borsa, così come il prezzo delle materie prime (commodities) , energia-metalli-granaglie-alimentari. Solo pochissime volte nel corso della storia moderna abbiamo assistito ad un brusco calo contemporaneo di tutti e tre gli asset elencati, questo è uno di quei momenti. Petrolio, argento, platino, grano, soia, cacao hanno negli ultimi mesi perso oltre il 30-40-50% del loro valore; il Petrolio in particolare è passato da oltre 140 dollari al barile a poco più di 40. Il prezzo delle case è calato drasticamente, in particolare negli States e in Inghilterra, i corsi azionari sono ai minimi da anni a questa parte, l'indice Dow Jones è passato da 14.000 a 8.700 punti in pochi mesi, alcune azioni valgono circa l'80% in meno di quello che valevano un anno fa.

Da un'analisi fatta dalla Elliott Wave Research nel mese di Ottobre, questa contemporaneità di eventi si è verificata, negli ultimi 300 anni, solo 3 volte. La prima nel periodo 1720-22, la seconda nel 1929-32 e adesso.

Il paragone con la Grande Depressione viene spontaneo.

Ben Bernanke, l'attuale capo della FED, ha più volte dichiarato di essere uno studioso della Grande Depressione, come già citato nei miei post, ed è convinto che attraverso l'intervento puntuale della FED e del Tesoro si potesse accorciare e ridurre di intensità tale crisi.
E' talmente forte questa sua convinzione che ha convinto il congresso degli Stati Uniti a procedere con una sequela infinita si salvataggi a suon di miliardi di dollari e, contestualmente, ha effettuato ben 9 tagli consecutivi del saggio di sconto portando il costo del denaro allo 0,25%, esattamente come successe alla Banca del Giappone (Boj) negli anni '90.

Il presidente ha promesso inoltre di voler mantenere questi tassi «per qualche tempo» anche sulle scadenze a più lungo termine e di essere pronto, se necessario, a sostenere il prezzo delle obbligazioni effettuando massicci acquisti sul mercato.

Ma quale è la portata degli interventi fin qui effettuati ?

Nel post «Il momento della questua» ho riportato una tabella apparsa su Bloomberg dal quale si comprende che la cifra totale ad oggi impegnata per il salvataggio dell'economia è pari a 8,5 trilioni di dollari ( 8.500 miliardi ). Di questi 8,5 trilioni i fondi già stanziati ed utilizzati dalle varie agenzie Americane sono pari a 3 trilioni di dollari.

Per capire in concreto quanto sono 3000 miliardi di dollari Vi basti sapere che con la stessa cifra gli USA hanno finanziato :

- L'acquisto della Louisiana dalla Francia nel 1803
- Il New Deal

- Il Piano Marshall

- La guerra di Corea
- Il viaggio sulla Luna

- La guerra del Vietnam
- La crisi delle "
Savings and Loans"
- La guerra del Golfo

- La guerra al Terrore

Ho escluso dall'elenco la Seconda Guerra Mondiale perché pare sia costata oltre 3,6 trilioni di dollari da sola.

Ad oggi purtroppo questo fiume di denaro pubblico non ha ancora sortito gli effetti desiderati.
Bisognerebbe tenere in considerazioni le future conseguenze di queste azioni, chi ne pagherà il conto ?

Sicuramente le generazioni future per molti anni, se guardiamo a ciò che è accaduto in Giappone dove il rapporto debito pubblico/PIL balzò ad oltre il 130% (in Italia siamo al 105% e siamo considerati i peggiori dell'area Euro) possiamo ipotizzare che le conseguenze per l'economia USA saranno drammatiche.

Si sta creando quella che sarà, a detta di molti, la madre di tutte le "bolle speculative" e cioè la bolla del debito.

Anche la decisione di procedere all'erogazione di una linea di credito di 15 miliardi di dollari per l'industria automobilistica è un po' un controsenso. I termini dell'operazione sono veramente grotteschi. Il governo stanzia un prestito a termine, marzo 2009, pretendendo una partecipazione nelle società, obbligando le società a non distribuire dividendi finché il prestito non sarà ripagato e senza un reale piano di conversione dell'industria.

Il risultato sarà di allontanare dalle società i pochi investitori "privati" rimasti e, quando a marzo le compagnie non saranno in grado di restituire il prestito, dovrà farsene carico direttamente nazionalizzandole o facendole fallire. Mi sembra un piano molto populista e alquanto miope.

Nel frattempo la disoccupazione avanza e i consumi si contraggono.

Il governo sta facendo di tutto per risollevare l'economia e, tra le decisione prese nelle ultime settimane c'è la pubblicazione del "2008 Economic Tax Act", l'equivalente della nostra finanziaria. Nel paragrafo relativo alle azioni intraprese per stabilizzare il mercato delle costruzioni si apprende che : « i contribuenti Americani non potranno più dedurre i primi $250.000 dollari di plusvalenza relativi alla vendita della propria abitazione principale. Questa regola si applicherà per tutte le vendite effettuate dopo il 31 Dicembre di quest'anno.»

Prima di questo decreto, i cittadini Americani potevano detrarre qualsiasi utile derivante dalla vendita della propria abitazione fino ad un limite di $250.000 per persona con un tetto massimo di mezzo milione per una coppia.

Qual'è la logica di tale decisione ?

Qual'è inoltre la logica alla base di un'altra azione di "salvataggio" messa a punto la settimana scorsa dal governo Americano. La possibilità di ottenere la revisione del mutuo e dei tassi di interesse applicati (Avoid Foreclosure) ma solo per quei mutuatari che sono in ritardo nei pagamenti delle rate del mutuo di almeno 90 giorni. Non è forse un modo per invogliare tutti a non pagare le rate ?

A me sembra che allo stato attuale convivano due anime, la prima vorrebbe riportare il mercato immobiliare ad un livello fisiologico, ovvero sgonfiare progressivamente la bolla speculativa che si è creata negli ultimi 10 anni e che è stata alla base di questa crisi drammatica, la seconda che comunque vuole salvare il salvabile e tenta un approccio semi pragmatico ma, ahinoi, le due anime convivono a fatica e soprattutto sortiscono risultati contrastanti.

Comunque è provato che quando è diffusa la convinzione che tutto andrà male allora, e solo in quel momento, le cose cominciano a migliorare e finalmente le emozioni positive cominciano a prendere il sopravvento su quelle negative.

Detto ciò l'anno che si avvicina si preannuncia carico di emozioni.

A partire dall'insediamento del presidente Americano eletto, il 20 Gennaio, ci attendono una serie di momenti che potranno influenzare la vita di tutti noi. Si svolgeranno le elezioni nella democrazia più grande del pianeta, l'India, anche in Germania si svolgeranno le elezioni così come si voterà per la rielezione del parlamento Europeo. Si svolgeranno elezioni in Indonesia, la nazione musulmana più grande del mondo ma anche in Sud Africa, in Iran e Afghanistan.

La crescita globale sarà solo del 3% ma in quelle economie considerate emergenti, Brasile, Russia, India e Cina, la crescita si attesterà ancora su livelli "interessanti".

Vedremo se le decisioni prese sulla diminuzione delle emissioni di CO2 verranno realmente messe in pratica dagli stati membri del G8; a Dubai si inaugurerà il grattacielo più alto del mondo e in Cina vedrà la luce la più grande ruota panoramica mai costruita. Barbie e Asterix celebreranno il loro 50° compleanno e verrà finalmente ultimata la digitalizzazione satellitare della mappa completa del territorio Africano. Il 2009 sarà l'anno Internazionale dell'Astronomia e magari sarà l'anno in cui la Regina Elisabetta II abdicherà in favore del figlio o del nipote.

Ad ogni modo sarà un anno carico di emozioni. Speriamo Positive.

Buon Natale.

1 commento:

Dani ha detto...

al contrario, tutti pensano che il marketing NON sia una scienza, ma una specie di "gioco" per bambinoni cresciuti che si divertono a fare spot in TV e a mettere insieme un pò di colori sulle pagine dei giornali.
Sfortunatamente (Fortunatamente) non è così, tutto quello che le grandi (e non mi riferisco solo al fatturato) aziende fanno, viene scientificamente studiato, per fornire al cliente/consumatore quello che vuole, per creare nuovi prodotti/mercati ed a volte per inventare mode e tendenze.

Tutto questo è possibile solo se il cliente viene coinvolto emotivamente, se viene toccato nel profondo dell'anima, facendogli accendere quei due neuroni che altrimenti dormirebbero tranquilli di fronte alla televisione ...

Sono anni che seguo le tendenze e gli sviluppi di marketing e mai come adesso credo che i brand più di successo siano quelli che più creano delle relazioni empatiche ed emozionali con i loro target.
Lovemarks

Ho avuto nel passato il piacere e l'onore di conoscere e lavorare con Kevin Roberts (Kevin) ed il suo team (Saatchi) i quali lavoraro e creano emozioni il cui credo è "Loyalty Beyond Reason" ... in pratica emozioni, emozioni pure.

Sono certo che questa è la risposta: emozioni, sane, etiche, profonde e sincere, perchè non tutto quello che sembra è reale, e tutto quello che è reale, non sempre è vero ...
Immagine

Buon Natale e Buone Feste a tutti, e dicordatevi delle Vostre persone speciali durante questi giorni di Feste ...
Reconciliation


AUGURI!
Dani