lunedì 22 dicembre 2008

Economia emozionale

Molti sono indotti a pensare che l'economia sia una scienza esatta, una materia da trattare con formule matematiche, regole precise, angoli, rette e proiezioni.

Tutto ciò non solo è fortemente sbagliato ma è totalmente fuorviante per comprendere gli scenari nel quale tutti noi ci troviamo a vivere ed agire quotidianamente.

L'economia piuttosto è la scienza che analizza il risultato delle azioni collettive promosse e guidate dall'emozione.

Sempre più spesso infatti parliamo di "fiducia" e di "clima", di "aspettative" e di "sentimento".

Le emozioni sono alla base di ogni nostra azione quotidiana; quando ci alziamo dal letto è l'emozione che ci porta a baciare la nostra compagna, i nostri figli o i nostri genitori, a rinnovare loro l'affetto e l'amore che proviamo per loro; ci emozioniamo quando incontriamo una persona cara, quando riceviamo un complimento inaspettato o una promozione, quando siamo rimproverati o quando abbiamo il timore che qualcosa non stia andando per il verso giusto.

Fra le emozioni che guidano le nostre scelte "economiche" possiamo identificare sostanzialmente due gruppi distinti :

- gioia, attesa, accettazione, allegria, speranza
sono le emozioni che chiameremo positive

- rabbia, paura, tristezza, disgusto, ansia, vergogna, rassegnazione, delusione
sono le emozioni che chiameremo negative.

Le emozioni positive ci spingono ad osare, tentare nuove attività imprenditoriali, sviluppare nuove idee, ideare nuovi prodotti ovvero ci spingono a consumare mentre le seconde, le emozioni negative, sono alla base delle crisi economiche che si sono succedute nella storia.

I due gruppi combattono tra di loro in una lotta senza fine e talvolta predominano i primi, talvolta i secondi, segnando l'alternanza tra periodi di crescita e decrescita economica che può assumere i tratti di un "rallentamento", una "stagnazione", una "recessione" o una vera e propria "depressione".

Nell'ultimo anno abbiamo cercato di capire quale fosse stata la causa scatenante di questa crisi e sull'argomento si sono versati fiumi di parole ma nessuno ha mai trovato il vero "paziente zero", ciò che ha infettato il sistema con il virus dell'instabilità, ciò che ha provocato il crollo del "castello di carta".

Il vero colpevole è "l'eccesso di fiducia".

Analizziamo i fatti.

Nel 1998 l'allora amministrazione Clinton lancia un piano per l'edilizia popolare chiamato "low income housing tax credit" , ne abbiamo già parlato nel post Deflazione o Inflazione, al quale ne viene affiancato un programma per l'accesso ai crediti ipotecari, Community Development Financial Institutions Fund, che segna l'inizio della grande abbuffata immobiliare negli USA.

A partire da quella data la casa diventa non più un "bene primario" ma uno strumento finanziario sul quale costruire la fortuna, o sfortuna, di milioni di individui.

Un fenomeno strano che si verificò proprio a partire dalla fine degli anni '90 è l'aumento indiscriminato di agenti e agenzie immobiliari a discapito del numero di individui impiegati nell'industria manifatturiera.

Già nel 2005 la società Pimco nel suo usuale Monthly Outlook del Settembre 2005 metteva in guardia dalla crescita costante del mercato immobiliare finanziato da mutui a basso costo, ma dal rischio incontrollato, e soprattutto dal numero crescente di agenti immobiliari che aprivano sul territorio e si domandava : «ma avremo veramente bisogno di tutti questi real-estate brokers ?»

Un chiaro esempio di eccesso di fiducia; la speranza che i prezzi delle case fossero in aumento costante ha alimentato la voglia di cambiare casa indebitandosi perchè c'era la convinzione di comprare un bene che avrebbe continuato ad aumentare il proprio valore nel tempo.

Alla base di una economia c'è comunque il settore manifatturiero che supporta tutto, non puoi avere un settore manifatturiero in declino ed avere i consumi in crescita, in particolare se sono supportati dal debito, o almeno non è pensabile che una situazione di questo tipo si protragga nel tempo, nel caso del real estate negli USA è durato 10 anni.

Un'altra anomalia della crescita immobiliare negli USA è stato il modo in cui è stata finanziata, attraverso l'utilizzo di strumenti strutturati quali gli ABS o Asset Backed Securities che venivano poi ceduti sul mercato e sono finiti nei portafogli di ignari investitori in tutto il mondo.

Anche qui un segno tangibile di eccesso di fiducia.

Per non parlare della convinzione che il mercato azionario avrebbe continuato nel tempo il proprio inesorabile cammino; su questa convinzione gli Americani hanno costruito i loro piani pensionistici, i 401k, che sono la spina dorsale del sistema pensionistico Statunitense. Inutile dirVi che molti cittadini Americani sono nella condizione di dover procrastinare la data del proprio "ritiro" lavorativo perché il proprio piano pensionistico è crollato del 50%.

Negli ultimi giorni poi con il caso Madoff è stata definitivamente minata, se ce ne fosse ancora bisogno, la fiducia sui fondi di investimento e sugli hedge-fund. La truffa, pare orchestrata già dagli inizi degli anni '70, ha coinvolto nomi noti e non per un totale di oltre 50 miliardi di dollari. Anche diverse banche Italiane si sono ritrovate coinvolte e molti nomi famosi di personaggi altolocati.

Mi sembra di averVi dato un quadro abbastanza chiaro dell'ambito nel quale ci stiamo orientando, è chiaramente un momento storico dove il secondo gruppo di emozioni ha il sopravvento sul primo.

Questa situazione ha un effetto devastante sull'economia reale, perdita di posti di lavoro, riduzione degli ordini all'industria, riduzione dei consumi che, a loro volta, hanno una influenza negativa sulle nostre emozioni. Sembra essere una spirale senza fine, l'economia va male, abbiamo paura di perdere il nostro posto di lavoro e, di conseguenza, nell'incertezza riduciamo i consumi.

La domanda più consueta in questi ultimi giorni è : «abbiamo toccato il fondo ?»

Storicamente il prezzo delle case è sempre stato anticiclico rispetto ai corsi di borsa, così come il prezzo delle materie prime (commodities) , energia-metalli-granaglie-alimentari. Solo pochissime volte nel corso della storia moderna abbiamo assistito ad un brusco calo contemporaneo di tutti e tre gli asset elencati, questo è uno di quei momenti. Petrolio, argento, platino, grano, soia, cacao hanno negli ultimi mesi perso oltre il 30-40-50% del loro valore; il Petrolio in particolare è passato da oltre 140 dollari al barile a poco più di 40. Il prezzo delle case è calato drasticamente, in particolare negli States e in Inghilterra, i corsi azionari sono ai minimi da anni a questa parte, l'indice Dow Jones è passato da 14.000 a 8.700 punti in pochi mesi, alcune azioni valgono circa l'80% in meno di quello che valevano un anno fa.

Da un'analisi fatta dalla Elliott Wave Research nel mese di Ottobre, questa contemporaneità di eventi si è verificata, negli ultimi 300 anni, solo 3 volte. La prima nel periodo 1720-22, la seconda nel 1929-32 e adesso.

Il paragone con la Grande Depressione viene spontaneo.

Ben Bernanke, l'attuale capo della FED, ha più volte dichiarato di essere uno studioso della Grande Depressione, come già citato nei miei post, ed è convinto che attraverso l'intervento puntuale della FED e del Tesoro si potesse accorciare e ridurre di intensità tale crisi.
E' talmente forte questa sua convinzione che ha convinto il congresso degli Stati Uniti a procedere con una sequela infinita si salvataggi a suon di miliardi di dollari e, contestualmente, ha effettuato ben 9 tagli consecutivi del saggio di sconto portando il costo del denaro allo 0,25%, esattamente come successe alla Banca del Giappone (Boj) negli anni '90.

Il presidente ha promesso inoltre di voler mantenere questi tassi «per qualche tempo» anche sulle scadenze a più lungo termine e di essere pronto, se necessario, a sostenere il prezzo delle obbligazioni effettuando massicci acquisti sul mercato.

Ma quale è la portata degli interventi fin qui effettuati ?

Nel post «Il momento della questua» ho riportato una tabella apparsa su Bloomberg dal quale si comprende che la cifra totale ad oggi impegnata per il salvataggio dell'economia è pari a 8,5 trilioni di dollari ( 8.500 miliardi ). Di questi 8,5 trilioni i fondi già stanziati ed utilizzati dalle varie agenzie Americane sono pari a 3 trilioni di dollari.

Per capire in concreto quanto sono 3000 miliardi di dollari Vi basti sapere che con la stessa cifra gli USA hanno finanziato :

- L'acquisto della Louisiana dalla Francia nel 1803
- Il New Deal

- Il Piano Marshall

- La guerra di Corea
- Il viaggio sulla Luna

- La guerra del Vietnam
- La crisi delle "
Savings and Loans"
- La guerra del Golfo

- La guerra al Terrore

Ho escluso dall'elenco la Seconda Guerra Mondiale perché pare sia costata oltre 3,6 trilioni di dollari da sola.

Ad oggi purtroppo questo fiume di denaro pubblico non ha ancora sortito gli effetti desiderati.
Bisognerebbe tenere in considerazioni le future conseguenze di queste azioni, chi ne pagherà il conto ?

Sicuramente le generazioni future per molti anni, se guardiamo a ciò che è accaduto in Giappone dove il rapporto debito pubblico/PIL balzò ad oltre il 130% (in Italia siamo al 105% e siamo considerati i peggiori dell'area Euro) possiamo ipotizzare che le conseguenze per l'economia USA saranno drammatiche.

Si sta creando quella che sarà, a detta di molti, la madre di tutte le "bolle speculative" e cioè la bolla del debito.

Anche la decisione di procedere all'erogazione di una linea di credito di 15 miliardi di dollari per l'industria automobilistica è un po' un controsenso. I termini dell'operazione sono veramente grotteschi. Il governo stanzia un prestito a termine, marzo 2009, pretendendo una partecipazione nelle società, obbligando le società a non distribuire dividendi finché il prestito non sarà ripagato e senza un reale piano di conversione dell'industria.

Il risultato sarà di allontanare dalle società i pochi investitori "privati" rimasti e, quando a marzo le compagnie non saranno in grado di restituire il prestito, dovrà farsene carico direttamente nazionalizzandole o facendole fallire. Mi sembra un piano molto populista e alquanto miope.

Nel frattempo la disoccupazione avanza e i consumi si contraggono.

Il governo sta facendo di tutto per risollevare l'economia e, tra le decisione prese nelle ultime settimane c'è la pubblicazione del "2008 Economic Tax Act", l'equivalente della nostra finanziaria. Nel paragrafo relativo alle azioni intraprese per stabilizzare il mercato delle costruzioni si apprende che : « i contribuenti Americani non potranno più dedurre i primi $250.000 dollari di plusvalenza relativi alla vendita della propria abitazione principale. Questa regola si applicherà per tutte le vendite effettuate dopo il 31 Dicembre di quest'anno.»

Prima di questo decreto, i cittadini Americani potevano detrarre qualsiasi utile derivante dalla vendita della propria abitazione fino ad un limite di $250.000 per persona con un tetto massimo di mezzo milione per una coppia.

Qual'è la logica di tale decisione ?

Qual'è inoltre la logica alla base di un'altra azione di "salvataggio" messa a punto la settimana scorsa dal governo Americano. La possibilità di ottenere la revisione del mutuo e dei tassi di interesse applicati (Avoid Foreclosure) ma solo per quei mutuatari che sono in ritardo nei pagamenti delle rate del mutuo di almeno 90 giorni. Non è forse un modo per invogliare tutti a non pagare le rate ?

A me sembra che allo stato attuale convivano due anime, la prima vorrebbe riportare il mercato immobiliare ad un livello fisiologico, ovvero sgonfiare progressivamente la bolla speculativa che si è creata negli ultimi 10 anni e che è stata alla base di questa crisi drammatica, la seconda che comunque vuole salvare il salvabile e tenta un approccio semi pragmatico ma, ahinoi, le due anime convivono a fatica e soprattutto sortiscono risultati contrastanti.

Comunque è provato che quando è diffusa la convinzione che tutto andrà male allora, e solo in quel momento, le cose cominciano a migliorare e finalmente le emozioni positive cominciano a prendere il sopravvento su quelle negative.

Detto ciò l'anno che si avvicina si preannuncia carico di emozioni.

A partire dall'insediamento del presidente Americano eletto, il 20 Gennaio, ci attendono una serie di momenti che potranno influenzare la vita di tutti noi. Si svolgeranno le elezioni nella democrazia più grande del pianeta, l'India, anche in Germania si svolgeranno le elezioni così come si voterà per la rielezione del parlamento Europeo. Si svolgeranno elezioni in Indonesia, la nazione musulmana più grande del mondo ma anche in Sud Africa, in Iran e Afghanistan.

La crescita globale sarà solo del 3% ma in quelle economie considerate emergenti, Brasile, Russia, India e Cina, la crescita si attesterà ancora su livelli "interessanti".

Vedremo se le decisioni prese sulla diminuzione delle emissioni di CO2 verranno realmente messe in pratica dagli stati membri del G8; a Dubai si inaugurerà il grattacielo più alto del mondo e in Cina vedrà la luce la più grande ruota panoramica mai costruita. Barbie e Asterix celebreranno il loro 50° compleanno e verrà finalmente ultimata la digitalizzazione satellitare della mappa completa del territorio Africano. Il 2009 sarà l'anno Internazionale dell'Astronomia e magari sarà l'anno in cui la Regina Elisabetta II abdicherà in favore del figlio o del nipote.

Ad ogni modo sarà un anno carico di emozioni. Speriamo Positive.

Buon Natale.

mercoledì 10 dicembre 2008

Oh Oh, siamo a secco !!

Sono passate le feste e contestualmente è finita anche l'euforia legata alle dichiarazioni che si sono succedute nei giorni scorsi relative al salvataggio dell'industria automobilistica Americana.

L'importo da erogare, per l'operazione di "stimolo", ai produttori di automobili si è ridimensionato molto rispetto alla richiesta iniziale di 34 miliardi di dollari avanzata dai tre CEO di Ford, GM e Chrysler. La cifra definitiva dovrebbe aggirarsi attorno ai 15 miliardi di dollari e, probabilmente, l'operazione si configurerà come un prestito a tasso agevolato che le tre dovranno restituire in un lasso specifico di tempo.

Ho qualche perplessità sulla riuscita dell'operazione.

Innanzitutto l'importo erogato mi da l'idea che si stia già scontando l'ipotesi di procedere ad una operazione di fallimento controllato per una delle tre, il mio personalissimo feeling è che si tratterà di Chrysler visti i trascorsi di alcuni decenni fa, durante l'era Iacocca, quando il governo USA era già intervenuto per un primo salvataggio.

Anche Ford se la passa decisamente male e, in questi giorni, ha annunciato l'intenzione di vendere i "gioielli" di famiglia, Volvo in testa, per fare liquidità e affrontare i prossimi eventi.

Il Presidente Obama ha dichiarato che l'aiuto verrà erogato solo se le società si impegneranno a riconvertire le linee di produzione e produrranno modelli più compatti e ad alta efficienza energetica, i fondi per il finanziamento verranno infatti prelevati dal dipartimento dell'energia e sono fondi disponibili per la ricerca sulle energie alternative.

Ho i miei seri dubbi che in poco tempo i tre Big dell'automobile USA riusciranno a convertire, in pochi mesi, gli impianti di produzione e passare da modelli a 5000cc a più consone cilindrate da 1 a 2 litri con ingombri più civili e decisamente diversi dagli attuali modelli in commercio; probabilmente ci vorranno anni e svariati milioni di dollari spesi in ricerca e sviluppo.

Se così fosse ad un primo finanziamento ne dovrà seguire un secondo e magari anche un terzo.

Anche un esperto del calibro di Sergio Marchionne ha dichiarato che nel mondo sono destinate a rimanere in vita "solo" 5 o 6 case automobilistiche e che la massa critica per poter resistere è di almeno 5,5 milioni di automobili prodotte in un anno.

Fiat non ha questi numeri e, da ieri, si accesa la caccia al partner con cui fondersi per poter resistere e rimanere in vita. Due le alternative: una casa automobilistica "di lusso" del calibro di Mercedes, Bmw o Audi a cui apportare i modelli di fascia bassa e le city car, di cui la 500 è un ottimo esempio, oppure fondersi con un produttore della stessa fascia per reinventare, insieme, la categoria delle city-car a basso consumo e, possibilmente, a tecnologia ibrida per contrastare il crescente successo delle giapponesi nel settore (Toyota con la Prius).

Chiaramente lo spettro del fallimento di una di queste grandi compagnie Americane accresce la paura della disoccupazione in un territorio, Detroit, che negli ultimi periodi ha conteso il primato, quale città più violenta d'America, a Los Angeles e Washington.

Purtroppo le notizie negative si accavallano l'una sull'altra, i licenziamenti sono all'ordine del giorno, e anche notizie "importanti" che un tempo ci avrebbero lasciato a bocca aperta passano sottotono visto il crescente rumore di fondo.

Una di queste è relativa alla società editoriale New York Times che naviga in brutte acque a tal punto da aver ipotecato il nuovissimo grattacielo progettato da Renzo Piano, un'altra è relativa al fondo dell'Università di Harvard che ha dichiarato perdite per oltre 8 miliardi di dollari pari al 22% del valore. Il fondo, storicamente uno dei più solidi del panorama universitario USA, prevede perdite pari al 30% nell'anno fiscale che terminerà nel Giugno 2009.

Kevin Norrish, strategist di Barclays Capital, ha analizzato il prezzo dei principali metalli quotati al London Metal Exchange, zinco-ferro-rame, e tutti e tre hanno perso quasi il 60% del loro valore dall'inizio di questa crisi mentre durante la Grande Depressione, tra il 1929 e il 1933, la perdita fu più contenuta, attorno al 40%.

Ancora una volta segnali di una crisi senza fine.

Da quando ho cominciato a postare i miei commenti, era il lontano 20 Giugno 2008, il mercato ha perso oltre il 20% del valore e le sorprese non sono finite.

Oggi l'asta indetta dal Tesoro USA, per un ammontare pari a 32 miliardi di Treasury Bill, è andata esaurita. La richiesta è stata pari a 126 miliardi di dollari (quattro volte), il rendimento è sceso per la prima volta nella storia SOTTOZERO.

Chi li ha sottoscritti si troverà a ricevere, alla scadenza, meno di quanto ha versato all'acquisto !!

INCREDIBILE, vero ?

Se volete capire cosa sta succedendo leggetevi il post : La Strada Giapponese.

Buona Notte.

venerdì 5 dicembre 2008

USA : persi dall'inizio dell'anno quasi 2 Mln posti di lavoro

E' di queste ore il dato relativo alle nuove richieste di disoccupazione per il mese di Novembre.
Il dato conferma ciò che ho sempre ribadito nelle scorse settimane, la crisi è seria ed è arrivata per durare nel tempo. Con una perdita secca di oltre 533.000 posti di lavoro nel mese di Novembre, peggior dato da 34 anni a questa parte, gli USA detengono il primato per posti di lavoro eliminati dall'inizio dell'anno : -1.910.000.

L'indice di disoccupazione è salito al 6,7%.

giovedì 4 dicembre 2008

Ultimaora : la BCE taglia i tassi dello 0,75%


La BCE ha deciso una riduzione dei tassi di interesse dello 0,75% portando il Tasso Ufficiale al 2,5%.

In questo momento i tassi impliciti presunti dai futures con scadenza Gennaio 2009 scontano un ulteriore taglio dello 0,5%.

mercoledì 3 dicembre 2008

La Grande Depressione 2 - Parte III

Il giorno 1 Dicembre 2008, proprio quando gli economisti del NBER confermavano la recessione negli USA, il governatore della FED Ben Bernanke stava tenendo una conferenza ad Austin dove asseriva, quale esperto della Grande Depressione del 1929 che, non c'è alcun possibile paragone tra quella crisi e questa attuale :

«si fanno tante inutili discussioni ma, lasciatemi dire ..., come studioso della Grande Depressione -- e Io ho scritto libri sulla Depressione e ne sono sempre stato molto interessato fin da quando ero studente -- posso dire che non c'è paragone, siamo di fronte ad eventi che hanno un ordine di grandezza di differenza. Durante gli anni 30 ci fu una depressione che durò per oltre 12 anni e terminò con una Guerra Mondiale, fallirono un terzo delle banche e la borsa crollò di oltre il 90%.»

Vorrei dirgli che ce lo auguriamo tutti ma le informazioni che riceviamo non sono confortanti.

Innanzitutto l'indice che rappresenta l'attività delle aziende non manifatturiere, cioè di servizi, è letteralmente crollato nel mese di Novembre e ha toccato un livello che non si è mai visto. Contestualmente il dato relativo agli annunci di tagli di posti di lavoro ha raggiunto un livello che non si vedeva dal 2001, dopo l'11 Settembre. Sempre relativo al mese di Novembre il dato sui nuovi disoccupati ha toccato un livello che non si vedeva dal 2001.


La differenza con il 2001 è che in quel periodo l'attività produttiva era decisamente più elevata e ha permesso una ripresa dell'occupazione in tempi relativamente brevi.

Ho trovato inoltre molto interessante questo sito snopes.com dove si rumoreggia delle seguenti chiusure di esercizi commerciali, molti dei quali appartenenti a grandi catene di distribuzione :

-Circuit City stores... filed Chapter 11
-Ann Taylor- 117 stores nationwide are to be shuttered

-Lane Bryant, Fashion Bug, and Catherine's to close 150 store nationwide
-Eddie Bauer to close stores 27 stores and more after January
-Cache will close all stores

-Talbots closing down all stores
-J. Jill closing all stores
-GAP closing 85 stores

-Footlocker closing 140 stores more to close after January
-Wickes Furniture closing down

-Levitz closing down remaining stores
-Bombay closing remaining stores

-Zal
es closing down 82 stores and 105 after January.
-Whitehall closing all stores

-Piercing Pagoda closing all stores

-Disney closing 98 stores and will close more after January.
-Home Depot closing 15 stores 1 in NJ ( New Brunswick )
-Macys to close 9 stores after January

-Linens and Things closing all stores
-Movie Galley closing all stores
-Pacific Sunware closing stores
-Pep Boys Closing 33 stores
-Sprint/Nextel closing 133 stores

-JC Penney closing a number of stores after January
-Ethan Allen closing down 12 stores.

-Wilson Leather closing down all stores
-Sharper Image closing down
all stores
-K B Toys closing 356 stores

-Lowes to close down some stores
-Dillard's to close some stores.

Se questa informazione corrisponde a verità, a partire da Gennaio 2009, vedremo un continuo deterioramento dell'economia USA e, di conseguenza, di quella Europea perchè, non dimentichiamoci, quando si chiudono degli esercizi commerciali si crea anche nuova disoccupazione.

Ci sono novità anche sul fronte dell'industria automobilistica. I tre grandi "automaker", GM-Ford-Chrysler, hanno bussato nuovamente alla porta del congresso e, questa volta, sono stati fatti accomodare nei salotti buoni delle lobby d'oltreoceano.

La richiesta è precisa, circa 30 miliardi di dollari per poter sopravvivere e traghettare l'industria in una nuova era fatta di piccole auto a basso consumo. A questa richiesta anche il Presidente Obama si è detto scettico che un eventuale "bailout" possa realmente servire a risollevare le sorti del comparto.

Contestualmente è uscito, ahinoi, il dato sulle immatricolazioni di nuove autovetture che, se guardate il grafico, parla da se (la linea bianca rappresenta le immatricolazioni, le altre due colorate le quotazioni di borsa di Ford e General Motors).


Con un mercato in queste condizioni c'è seriamente da chiedersi come riuscire a salvarle da un possibile fallimento. C'è un altro aspetto da tenere in considerazione, l'attuale capitalizzazione di Ford e GM sommate assieme supera di poco i 9 miliardi di dollari. Mi chiedo seriamente come si possa chiedere oltre 3 volte il loro valore, come aiuti statali al contribuente Americano; costerebbe di meno nazionalizzarle.

I consumi.

Il consumo personale negli USA è crescito ininterrottamente dal 1991 e raggiungerà i 10 trilioni di dollari di spesa nel 2009; a partire dal 2005 i consumatori Americani hanno risparmiato mediamente solo lo 0,5% di ciò che guadagnavano. Questa propensione alla spesa potrebbe cambiare, se al posto di risparmiare solo lo 0,5% riuscissero ad accantonare il 5% del loro reddito i consumi si ridurrebbero di oltre 500 miliardi di dollari pari a circa un ottavo dell'economia Cinese e circa 5 volte l'attuale programma di stimolo ai consumi previsto dal piano Paulson.

Quasi tutta la produzione di prodotti venduti in America viene dall'Asia e la crisi si trasferirebbe con una violenza incredibile su quei mercati innescando un nuovo tracollo finanziario.

Come rilanciare i consumi per far ripartire la crescita ?

Chi è stato attento avrà già capito. Bernanke lo ha in parte svelato, ha infatti anticipato che ancorchè i tassi arrivassero allo 0%, si riserva di lanciare un programma di sostegno alle quotazioni dei T-Bond per sostenere il corso di mercato in caso di crollo delle quotazioni. Perchè ?

Nel post "Il momento della questua", avevo detto :

«negli ultimi giorni il contratto CDS, Credit Default Swap, sui titoli Americani, T-Bond, è cresciuto a livelli mai visti in passato, ciò significa che c'è già qualcuno che si sta proteggendo da un eventuale fallimento del Tesoro USA ...........»

La FED sta seriamente pensando di stampare "carta moneta" e riportare il denaro in circolazione (vedi misura M3) a livelli tali da innescare il processo di "reflazione" e parallelamente stimolare i consumi.

Questo tentativo disperato potrebbe però provocare delle reazioni a catena difficilmente controllabili, tra le quali un possibile crollo del "sistema" dollaro.

Un crollo del dollaro porterebbe ad un probabile tracollo delle quotazioni dei T-Bond e di conseguenza un rialzo tecnico dei tassi a breve con conseguenze disastrose anche perchè mi chiedo che fine faranno quei 600 miliardi di dollari di obbligazioni in mano ai Cinesi.

Questo è il motivo per il quale la FED sta diligentemente preparando una rete di sicurezza.

Rete di sicurezza che potrebbe rivelarsi insufficiente se, al crollo del dollaro, e al rialzo dei tassi si aggiungesse il quasi scontato rialzo delle materie prime.

Fine della terza parte.

martedì 2 dicembre 2008

E' Recessione !

In data 01 Dicembre 2008 il National Bureau of Economic Research ha annunciato ufficialmente che gli Stati Uniti sono entrati in recessione nel Dicembre 2007.

Gli economisti hanno determinato che il mese di Dicembre 2007 è stato un picco dell'economia Americana e dopo quella data l'insieme dei seguenti indicatori :

- PIL
- Disoccupazione
- Reddito Personale
- Produzione Industriale

hanno iniziato, e continuano tuttora, il loro declino verso nuovi minimi.

Nella seguente tabella trovate i cicli economici degli USA da 1865 ad oggi :

Stante alla dichiarazione dell'NBER gli USA sono in recessione già da 12 mesi.

Buona Notte.

La Grande Depressione 2 - Parte II

A partire dal 2006 la Federal Reserve decise deliberatamente di eliminare la pubblicazione di un dato estremamente interessante per tracciare l'economia di un paese ed in particolare le politiche monetarie : l'M3.

Con M1, M2 e M3 si identificano una serie di misure relative alla disponibilità di denaro nel sistema, con sistema si indica l'insieme degli individui e delle istituzioni che compongono il tessuto produttivo di un paese, ed in particolare la misura M1 indica la disponibilità di denaro contante nelle mani del pubblico e include i conti correnti e gli assegni circolari in circolazione; la misura M2 include ciò che la misura M1 prevede più qualsiasi forma di "saving account" (conto di risparmio) per cifre inferiori ai 100.000 US$. La misura M3 invece è la più completa e include tutto ciò che è previsto dalla misura M2 più qualsiasi forma di deposito di risparmio, superiore a 100.000 US$, fondi di investimento, quote di fondi pensione e depositi di cittadini Americani presso succursali di banche Americane in Gran Bretagna e Canada.

Riepilogando :

M1 : denaro contante e assegni
M2 : M1 + depositi di risparmio < 100.000 US$
M3 : M2 + depositi di risparmio > 100.000 US$ + fondi + fondi pensione + depositi non US

In sostanza la misura M3 definisce in qualche modo la "ricchezza" di un paese ovvero la disponiblità di denaro nelle mani dei cittadini di una nazione.

Ufficialmente il dato non venne più calcolato perchè ritenuto troppo dispendiosa la sua manutenzione mentre gli indici M1 e M2 vengono tuttora distribuiti.

Grazie al lavoro di uno stretto numero di economisti, che hanno pensato di ricalcolare autonomamente il dato e di pubblicarlo sul loro sito shadowstats.com, siamo in grado di vedere come già a partire dalla fine del primo trimestre del 2008 la disponibilità di denaro si stia contraendo.


Ricordo al lettore che la misura M3 (riga blu) comprende anche le misure sottostanti e pertanto se è vero che nello stesso periodo c'è una crescita della liquidità cash disponibile sui conti correnti è altrettanto vero che complessivamente la disponibilità di denaro globale si è ridotta di oltre 5 punti percentuali.

Ma perchè questo dato è così importante ?

Perchè la disponibilità di liquidità in un sistema paese è il metodo utilizzato dalle banche centrali per pilotare l'inflazione, più liquidità c'è in circolazione più è probabile che l'inflazione salga, ma questo indicatore ci mostra chiaramente che gli USA sono entrati, a partire dal primo trimestre 2008, in una fase "deflattiva".

Ecco spiegato il motivo per cui la FED sta utilizzando tutte le sue armi a disposizione per ri-immettere liquidità nel sistema, con la riduzione del tasso di interesse, e se ciò non bastasse con altre drastiche soluzioni.

E' notizia di oggi infatti che il governatore della FED, Bernanke, abbia già dato per scontato una nuova riduzione dei saggi di interesse, oggi all'1%, con la possibilità di arrivare allo 0%.

Vi avevo già accennato di questa eventualità nel post "La Strada Giapponese", vi invito a rileggerlo per capire le analogie con quanto già avvenuto in Giappone.

I mercati stanno già reagendo a questa possibilità, il rendimento del Treasury USA sta infatti già scontando un rendimento dello 0,25% mentre l'equivalente obbligazione zona Euro ha un differenziale di oltre 2 punti percentuali.


Ritornando ai consumi nella patria delle Carte di Credito lascia abbastanza stupiti la notizia che i principali magazzini USA, da Walmart a JCPenney, stiano notando un fenomeno nuovo, un ritorno dopo molti anni agli acquisti utilizzando i contanti o le carte di debito (bancomat) con un trend che preoccupa seriamente i principali issuer di carte di credito da JPMorgan a Citibank e American Express.

Purtroppo l'economia USA si è basata negli ultimi anni sulla crescita dei consumi a debito, vedi post Carte di Scredito, attraverso l'utilizzo indiscriminato di molteplici forme di finanziamento, con o senza collaterale (la casa), e oggi con le banche che sono oggettivamente restie ad erogare nuovi prestiti, con il valore degli immobili dati a garanzia che sono crollati e il debito medio che ogni Americano si trova già sulle spalle, come fare a rilanciare i consumi ?

Fine della seconda parte.