mercoledì 19 novembre 2008

Petrolio -66% dai massimi

Abbiamo già parlato del Petrolio e di come ha ritracciato dai massimi di questa estate, onestamente però faccio fatica a pensare che un ribasso del 66% da Luglio sia ragionevole.

Forse anche chi lo vedeva a 200-300 US$ al barile aveva preso un grosso granchio ma, a mio avviso, adesso il mercato sta scontando, almeno per "l'oro nero", uno scenario catastrofista.

Va bene la crisi globale, il rallentamento dei consumi, della domanda e del mercato dell'auto ma a questi prezzi il Brent riflette uno scenario da Grande Depressione.

A questi livelli inoltre non c'è alternativa "verde" possibile, tutte le altri fonti energetiche sono concorrenziali solo oltre i 100 US$ al barile e anche la ricerca per nuovi giacimenti offshore diventa improponibile.

L'unica cosa certa è che mentre negli USA anche il prezzo della benzina si è dimezzato, mediamente è passato da 4 dollari al gallone a 2 dollari al gallone [fonte EIA], in Italia il prezzo si è sostanzialmente congelato ai massimi.

Qualcuno sa spiegarmi il perchè ?

1 commento:

Stefano Masuello ha detto...

Una questione che mi incuriosisce: a proposito della crisi attuale ci sono alcune previsioni (es.: quella di Nouriel Rubini su Forbes, tradotta in italiano su Comedonchisciotte.org) nelle quali si prevede uno scenario in cui prevarrà la frenata della economia e della produzione con conseguente deflazione anche a medio/lungo termine e mantenimento del ribasso delle materie prime alla stessa stregua di quanto sta verificandosi attualmente. Altre previsioni rilevano invece che la enorme liquidità immessa nel mercato e attualmente tesaurizzata dalle banche prima o poi presenterà il conto sotto forma di forte inflazione e conseguente aumento delle materie prime, malgrado la recessione dell'economia reale. Quale delle due forze in gioco (recessione/deflazione o recessione/inflazione) prevarrà?
L'unica cosa che tutti danno per assodata è invece la recessione (sigh).
Ciao Paolo, e complimenti per il BLOG.