martedì 14 ottobre 2008

La crisi economica e la teoria del "serpentone"

In questi giorni il Baltic Index, cioè l'indice che rileva l'attività dei noli marittimi, è ritornato ai livelli di Gennaio 2006, ed è crollato di oltre l'80% dai massimi di Luglio 2008.

Questo indice rileva con buona approssimazione l'attività di scambio marittimo ed il nolo di container per le spedizioni via nave verso le rotte più trafficate; una delle rotte principali in questi ultimi anni è la rotta da e verso la Cina.

Questa riduzione significativa, in un lasso di tempo così breve, indica che i consumi di prodotti Cinesi, e le materie prime necessarie alla loro produzione, sono in netto calo per via del declino economico che stiamo attraversando.

Una ulteriore riprova di questa situazione congiunturale è la riduzione del prezzo del Barile di Petrolio, oggi quotato attorno agli 80$ dopo i massimi a 150$ di qualche mese fa.

Come molti sanno quasi tutte le materie plastiche sono derivati del petrolio e, probabilmente, data la riduzione dei consumi in atto, la crescita del petrolio avrà una battuta di arresto proprio nel 2009. Infatti mentre il future sul Brent con scadenza Dicembre 2008 già sconta nel prezzo questa riduzione dei consumi, l'importazione di petrolio "crudo", cioè non lavorato, da parte della Cina si attesta ancora a livelli record anche se, come visibile nel grafico, sta lentamente scendendo. Per inciso il valore attuale è nell'intorno dei 15 milioni di tonnellate al mese.




Di questo stallo repentino nei consumi abbiamo già parlato in altri post, la crisi negli Usa si è fatta pesante e l'aria che respiriamo in Europa in questo ultimo periodo non è delle migliori.

I mercati sono in balia delle notizie, per lo più cattive, e la "volatilità" dei mercati si è attestata a livelli record; la volatilità è quel metro che ci permette di identificare il "nervosismo" dei mercati e l'indice VIX misura questo nervosismo, questa "febbre" da stress dei mercati globali.


Normalmente la temperatura dei mercati si attesta tra il 20% e il 30% mentre oggi la temperatura dei mercati è salita ed ha raggiunto il 70%, con una crescita del 260% dal 29 Agosto di quest'anno.

Ora che abbiamo capito che i mercati hanno la febbre e che diverse medicine sono state somministrate, alcune più blande altre molto più efficaci, è necessario comprendere quale sarà la reazione di questo nostro malato eccellente.

Parafrasando un esempio molto calzante, l'economia globale è come un flusso continuo di automobili in una giornata di traffico sulla rete autostradale. Questa colonna, che è rappresentata dai mercati globali, finanziari e reali, ha subito nelle auto di testa un rallentamento a causa di un piccolo incidente, l'imbuto che si crea a causa del rallentamento e l'effetto "serpentone" fa si che, anche se le auto di testa sono ripartite, quelle in coda 20 km più in la, non recepiscono la ripartenza e sono in coda a motore spento.

Bene, i mercati finanziari sono le macchine di testa, e di solito anticipano l'economia reale, mentre le macchine in coda sono i mercati reali che, a seconda della loro posizione nella coda, avranno dei fermi più o meno duraturi.

In questa situazione coloro che si trovano in coda sono demoralizzati, non sanno quando l'incidente verrà risolto, e aspettano ansiosi; in questa situazione viene a mancare la fiducia nei "mezzi di soccorso". Anche se le autombulanze sono già intervenute e i feriti sono stati portati in ospedale tutti ancora attendono che la coda si sblocchi.

Questa mancanza di fiducia sta paralizzando le nostre economie, e renderà molto difficile la ripresa se non si interverrà repentinamente attraverso dei meccanismi di ripristino della fiducia, l'alternativa è che i consumi si bloccheranno, le imprese saranno costrette a ridurre il personale e andremo incontro ad una sicura recessione.

Buona Notte

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