giovedì 30 ottobre 2008

De profundis

A prescindere da cosa succederà nel prossimo futuro, l'attuale crisi finanziaria ha sancito la sconfitta di alcuni "dogmi" che ci hanno accompagnato negli ultimi decenni e sono rispettivamente :

- le Agenzie di Rating
- il VAR
- le Società di Revisione
- gli Hedge Fund

per gli ultimi in realtà i mercati stanno già suonando il "de profundis".

Avanziamo con ordine.

- Le Agenzie di Rating

Sono quelle società specializzate, Standard & Poor's, Moody's e Fitch Ratings, che hanno il compito di definire la bontà delle società quotate, e non, e stabilire con un criterio oggettivo, espresso attraverso un voto in lettere, il rischio dell'investimento proposto, ovvero il rischio legato al debito di una società emittente o di un paese.

Il "voto" va da AAA, massima sicurezza di rivedere il capitale investito, a D che esprime la certezza di aver perso tutti i soldi investiti ovvero "Default".

Non raramente, la maggior fonte di finanziamento dei costosi studi che portano a valutare il rating, non sono le agenzie di stampa e la comunità finanziaria, ma le stesse società emittenti oggetto dell'indagine e singoli investitori con molta liquidità. In questi casi, è evidente un conflitto d'interessi.

Conflitto di interesse che a mio avviso negli ultimi anni si è palesato in diverse occasioni :

- affair ENRON : la società prima del fallimento veniva valutata con il voto di Baa3 o BBB-
- Lehman : prima del fallimento era considerata A1
- Washington Mutual : prima del fallimento A-
- IndyMac : prima del fallimento BBB-
- Wachovia : prima dell'acquisizione forzata da parte di Wells Fargo AA-

tralasciamo poi le indicazioni sui cosiddetti Tango Bonds, obbligazioni Argentine, o sulla Parmalat pre-fallimento, sulla Cirio o su Giacomelli, giusto per fare dei riferimenti nostrani.

Come potete ben capire la totale inaffidabilità di questi soggetti è ormai chiara.


- Il VAR

Il VAR, Value at Risk o Valore a Rischio, rappresenta qual'è il ritorno atteso dal mio investimento ad un determinato livello di rischio in un determinato intervallo di tempo.

Mi rendo conto che forse è un po' complesso ma facciamo un esempio pratico :

ho a disposizione una certa somma, diciamo 10.000 euro, e ho deciso di fare un investimento a rischio, non comprerò dei CCT o BTP perchè non voglio accontentarmi del loro misero rendimento ma voglio qualcosa che mi "rende di più".
La mia banca allora mi propone due diversi investimenti, il primo che storicamente ha reso circa l'1% in più dei titoli di stato ed il secondo che invece negli ultimi 12 mesi ha reso ben oltre il 6%.
La prima domanda che dovrebbe nascere nella mia testa è : "qual'è il rischio di questi investimenti?" Qual'è la probabilità che investiti i imiei 10.000 euro io li riveda tali e quali con qualche interesse dopo un anno o che piuttosto io ne perda una piccola parte ?

Questo ragionamento logico, legittimo e razionale, che tutti gli investitori dovrebbero porsi perchè in "borsa non si gioca, si investe", in finanza viene espresso attraverso un valore numerico chiamato VAR.

La teoria mi dice inoltre che in un "sistema" ideale, all'aumentare del rischio dovrebbe aumentare il rendimento mentre per rendimenti bassi il rischio "dovrebbe" essere risibile.

Gli economisti ed i matematici si sono arrovellati il cervello per 40 anni per verificare empiricamente le loro teorie, per poi vederle vacillare nel giro di poche settimane grazie al fallimento di tutte quelle banche, elencate precedentemente, che avevano piazzato sul mercato obbligazioni considerate "a basso rischio".

Purtroppo il VAR come indicatore complessivo del rischio di mercato è diventato obsoleto. Poveri economisti !

- Le Società di Revisione

Il 30 di Settembre il bilancio della banca USA Wachovia riportava a portafoglio della banca asset per oltre 50 miliardi di dollari. Il 2 di Ottobre il Consiglio di Amministrazione della Banca ha approvato l'offerta di acquisto da parte della concorrente Wells Fargo per un controvalore di 14,8 miliardi di dollari da riconoscersi agli azionsti sotto forma di azioni.

I casi sono due o gli azionisti di Wells Fargo hanno ricevuto circa 35 miliardi di asset "gratuitamente" oppure il valore del portafoglio di Wachovia si è ridotto di oltre 35 miliardi di dollari nel giro di 2 gioni. Chiaramente nessuna delle due ipotesi.

La verità è che il management di Wachovia fa fatica ancora adesso ad ammettere che il loro bilancio era una "farsa" e che nessuna autorità regolamentare o giudiziaria ha chiesto loro spiegazioni su questo "deprezzamento" istantaneo.

Questa è la stessa storia del caso Enron di qualche anno fa che ha portato alla bancarotta ed alla fusione successiva di alcune tra le più grandi società di revisione del mondo. In piccolo quello che è successo a Unicredit è qualcosa di molto simile, l'amministratore delegato Alessandro Profumo prima dichiara che la banca è solida e non necessita di un aumento di capitale e poi da il via libera ad un aumento di circa 6 miliardi di euro.

Dove sono i revisori in tutto questo ?

Qual'è il loro vero ruolo nel processo di certificazione del bilancio, oltre che farsi pagare laute parcelle ?

Prevedo che negli USA, in Italia lo dubito fermamente, assisteremo a battaglie legali abbastanza cruente contro questi signori che, ahimè, hanno dimostrato di essere assolutamente superficiali nello svolgimento delle loro funzioni.

- Gli Hedge Fund

Il termine Hedge in Inglese viene tradotto come barriera, ed in realtà proprio il concetto di barriera riesce a rendere l'idea di un fondo di investimento dove, a fronte di una presa di posizione su un determinato investimento, il gestore del fondo mette in atto delle operazioni atte a creare una barriera alle eventuali perdite sull'investimento stesso. Le barriere possono essere costruite utilizzando dei prodotti derivati che sono ammessi nei portafogli di questi fondi "speculativi".

Purtroppo in queste ultime settimane proprio i fondi hedge, con la loro immagine sulfurea, si sono prestati perfettamente a qualsiasi caccia alle streghe perchè ritenuti i colpevoli di questi ribassi incondizionati sui mercati globali. In parte è vero ma lo è perchè i suddetti fondi nel corso degli anni si sono trasformati in strumenti direzionali dove il concetto di barriera a protezione dell'investimento è stato totalmente disatteso.

Ho fatto una personale ricerca, di oltre 2531 fondi analizzati solo 793 hanno un risultato positivo nell'anno in corso, ben 1738 sono i fondi hedge che hanno performance negative dall'inizio del 2008 e, udite udite, ben 225 sono i fondi che hanno perso oltre il 40%.

Non male per dei fondi che dovrebbero essere capaci di difendere il patrimonio investito.

Inoltre se considerate che il capitale minimo richiesto per accedere a questi fondi è di 1 milione di dollari in USA e di 500.000 Euro in Italia potete ben immaginare quanti danari siano stati dissipati nel 2008.

Detto ciò prevedo che saranno sempre di meno i clienti disposti ad investire in uno strumento dove la trasparenza sulle strategie messe in atto non è assolutamente chiara.

Buona Notte.

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