venerdì 20 giugno 2008

Allacciarsi le cinture di sicurezza, prego !!

Quando ancora si odono gli strascichi della crisi legata ai "mutui subprime" e dei CDO costruiti sui pacchetti di quei debiti, appare un nuovo terribile mostro finanziario all'orizzonte, una bomba da svariate decine di trilioni di dollari, i CDS.

I CDS (Credit Default Swap) sono un contratto derivato atto all'assicurazione dal rischio di fallimento di una entità, normalmente una società che emette obbligazioni, dove a fronte del pagamento di un premio il venditore promette di rimborsare al compratore il capitale più gli interessi che non vengono più pagati dalla società insolvente.

Questi strumenti sono scambiati attraverso contratti OTC (Over the counter) cioé al di fuori dei mercati regolamentati.

Fino ad oggi il rischio di fallimento di un emittente era piuttosto basso, il rischio di fallimento viene correlato strettamente alla solidità finanziaria della società stessa e le agenzie di rating ne certificano la bontà attraverso un "valore" che ne identifica il rischio assoluto.
Solamente nell'ultimo periodo ci si è resi conto che per molti di questi contratti non esiste una reale copertura finanziaria. A titolo di esempio AIG (American Insurance Group) ha appena azzerato 9,1 miliardi di dollari di CDS in portafoglio sottoscritti a protezione dei CDO legati ai subprime perchè privi di copertura.

Non male !!!

Se spostiamo l'attenzione verso le materie prime invece, è notizia di ieri che la Cina ha deciso, dalla sera alla mattina, di aumentare il costo del carburante alla pompa del 17% con una gravissima ripercussione sui costi di produzione e trasporto. La Cina come l'India, la Malesia, l'Indonesia ed il Venezuela applicano una politica di assorbimento dei costi dei carburanti ribaltandoli sul bilancio pubblico.

Questa politica di sussidio ha permesso fino ad oggi di tenere bassi i costi dei carburanti al consumo scaricando le perdite, legate alla crescita del costo del barile di petrolio, sulle aziende di trasformazione, spesso pubbliche, causandone il tracollo finanziario. Con la decisione di ieri si inverte questo "modus operandi" con un evidente impatto per il costo dei prodotti al dettaglio e con ovvie ripercussioni sulle spinte inflazionistiche interne. Chiaramente questo indurrà un effetto domino sui costi di produzione e di trasporto con un impatto per tutti i prodotti di origine Cinese e sulle esportazioni degli stessi con una notevole ripercussione sui consumi.

Se la tigre Cinese rallenta ci sarà una seria ripercussione sul PIL globale. Alla stessa stregua è giusto ricordare che i paesi che usufruiscono del sussidio sui carburanti impattano sui consumi di petrolio per oltre il 25% del consumo globale e che questi paesi sono responsabili del 100% della crescita nella domanda di combustibile.

Se ci spostiamo invece sul fronte Europeo troviamo una decisa stagflazione (stagnazione + inflazione) dovuta ad una scarsissima crescita dei consumi e ad un aumento incontrollato dell'inflazione legata all'energia ed al settore agroalimentare che in questi ultimi anni è stato sotto pressione per i tentativi di produzione di biocarburanti. Tentativi che da un lato non hanno ottenuto i risultati sperati e dall'altro hanno contribuito ad affamare buona parte del pianeta sul quale viviamo.

Come dimenticare il tentativo di arginare l'inflazione da parte della BCE con annunci scriteriati sul rialzo dei tassi che, se da un lato hanno contribuito a deprimere il Dollaro (ma sarà un bene ??), dall'altro hanno avuto il risultato immediato di portare i tassi ai massimi (quasi 5% l'Euribor a 3M) con ovvie ripercussioni sul debito delle famiglie.

Che dire ... non c'è da stare allegri .... Come dicevano i Latini : "mala tempora currunt"